I soci BPLazio chiedono trasparenza sulle modifiche allo Statuto
Il voto palese espone dipendenti, clienti e imprese a rappresaglie
Roma, 7 aprile 2026 - Si terrà i prossimi 25 e 26 aprile 2026 a Velletri l’assemblea ordinaria dei soci della Banca Popolare del Lazio presso la sede del.
È sempre stata un’occasione di incontro fra i soci, quasi una festa, che quest’anno vede profilarsi un confronto, anche duro, fra l’istituto e una parte dei soci.
L’Associazione “SIBPL – Soci Insieme costituita nel mese di novembre 2025, ha depositato presso il Tribunale delle Imprese di Roma un atto di citazione per chiedere che la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione avvenga tramite voto segreto.
La richiesta nasce dalla convinzione che il voto palese, tuttora previsto per l’imminente assemblea, possa condizionare la libertà di scelta dei soci.
«Nelle banche del territorio, dove tutti si conoscono – spiega il direttivo SIBPL – il voto palese espone i soci a pressioni e rischi di ritorsioni: i dipendenti temono per la carriera, gli imprenditori per i propri affidamenti, i piccoli soci per il peso dei grandi blocchi”.
“Solo il voto segreto può garantire che ogni socio abbia la libertà di esprimersi secondo coscienza, senza timori o condizionamenti”.
L’Associazione sottolinea che il voto segreto è il fondamento della democrazia assembleare, perché permette di conoscere la reale volontà dei soci e tutela l’indipendenza dell’Istituto e dei suoi dipendenti.
“Non permetteremo che il diritto al voto segreto venga scavalcato – prosegue una nota della SIBPL – Se qualcuno propone il voto palese, lo fa per controllare le scelte dei soci. La nostra battaglia è per la libertà di tutti e per il futuro della Banca Popolare del Lazio, affinché riaffermi le proprie ragioni fondative».
Al centro delle critiche avanzate da SocInsieme vi è anche l’introduzione del nuovo Articolo 6-bis, che introduce la figura degli azionisti finanziatori, e la contestuale modifica degli Articoli 30 e 31, che aprirebbero all’ingresso di grandi capitali esterni, prevedendo anche una riserva di posti nel consiglio di amministrazione per i nuovi soggetti.
Secondo l’Associazione, tali cambiamenti rischiano di incidere in modo profondo sulla natura cooperativa dell’Istituto e sul ruolo storico dei soci, delle famiglie e delle piccole imprese del territorio.
“Siamo di fronte a un bivio storico – dichiara il direttivo dell’Associazione – Dietro riferimenti tecnici come l’Articolo 150-quater del Testo Unico Bancario, si profila una trasformazione che potrebbe ridimensionare il peso del socio cooperatore a vantaggio di investitori istituzionali. È legittimo chiedersi chi siano questi soggetti e quali interessi portino nel nostro territorio”.
Efisio Serra
