Il Quirino di Roma ripropone Gli Innamorati uno dei classici più amati di Goldoni
Silvio Damiani / 16 febbraio 2026

Il Quirino di Roma ripropone Gli Innamorati uno dei classici più amati di Goldoni

Liti, desideri e riappacificazioni di due innamorati

Roma, 16 febbraio 2026 - Dal 24 febbraio fino al primo marzo il Teatro Quirino di Roma presenta al pubblico un nuovo adattamento de Gli innamorati, uno dei capolavori di Carlo Goldoni firmato e diretto da Roberto Valerio.

Gli innamorati è una storia d’amore universale, sfaccettata e attualissima, i cui protagonisti sono più vicini alla nostra contemporaneità di quanto si possa pensare.

Un amore dietro al quale si celano contraddizioni e tensioni, così come contraddittori sono i personaggi, alcuni caratterizzati da personalità razionali e borghesi, altri più istintivi e impulsivi, contrapposti nei loro atteggiamenti e nel loro modo di affrontare la vita.

Eugenia e Fulgenzio, due giovani innamorati, mostrano agli spettatori come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.

Esiste un tema più universale e contemporaneo di questo?

Chi non ha sofferto, penato per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri? 

Quale altro sentimento scuote e dilania le anime quanto l’amore folle?

Sono queste le domande che si pone nelle sue note il regista Roberto Valerio, commentando l’iniziativa di riproporre un classico come quello di Goldoni: “ È necessario rimettere in scena il capolavoro goldoniano, che rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei comportamenti durante un innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercé delle onde del cuore”.

“Goldoni non si accontenta di raccontare in modo semplice la vicenda - prosegue Valerio -  al contrario ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno a due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda.

Il campione assoluto nel creare scompiglio e nel creare strade drammaturgiche aggrovigliate, è Fabrizio, lo zio di Eugenia, magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di riflesso del pubblico”.

Con una scenografia contemporanea e costumi moderni, nasce uno spettacolo asciutto, diretto, senza fronzoli, che mescola leggerezza, risate, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentar un amore più violento di tutti gli altri; uno spettacolo in cui trionfa il Teatro e la magnifica macchina teatrale inventata dal più grande drammaturgo italiano, capace con un testo scritto nel 1759, di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea.

In scena Claudio Casadio, Loredana Giordano, Valentina Carli, Leone Tarchiani, Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo.

Lo spettacolo è co-prodotto dal Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana. Le scene e i costumi sono curati da Guido Fiorato mentre l’autore delle musiche originali è Paolo Coletta.

Silvio Damiani

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